giovedì 19 dicembre 2013

Cosa non è un'applicazione per il Cloud

Stapel bakstenen. Foto gemaakt door Fruggo, 20 juli 2005 te Groningen, Nederland. Licentie CC-BY. De bakstenen liggen klaar om verwerkt te worden in huizen van het nieuwbouwproject De Nieuwe Haven in Groningen.  Pile of bricks. Picture taken by Fruggo.
CC-BY Wikimedia Commons
Ad esempio un'applicazione tale che ... 

 "il sistema fornisca prestazioni eccellenti in quanto il codice Java, lato client, è in grado di modificare in tempo reale la maschera in funzione delle operazioni compiute dall'utente. Questo rappresenta un aspetto critico, in quanto implica la presenza di un client Java piuttosto "corposo" sia in termini di megabyte da scaricare in fase iniziale che in termini di risorse hardware richieste per avviare l'applicazione sui desktop degli utenti. Pertanto occorre prevedere una buona qualità della connettività verso il centro stella, dove risiede la componente server per il deploy dell'applicazione, e dotare gli operatori di PC client veloci, per la gestione dell'applicazione lato utente. Ulteriore elemento di "attenzione" è l'aggiornamento della componente JRE che non può essere settato in modalità automatica poiché deve essere dichiarata la compatibilità dalla struttura di delivery" 

Pesante come un cumulo di mattoni pieni!

mercoledì 4 dicembre 2013

Il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale ed il Documento Digitale Unico



Premessa ‘Legislativa’

La LEGGE del 9 agosto 2013, n. 98 modifica tramite l’art.17-ter il CAD andando a specificare : 1. Al comma 2 dell’articolo 64 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, dopo il primo periodo è inserito il seguente: "Con l’istituzione del sistema SPID di cui al comma 2-bis, le pubbliche amministrazioni possono consentire l’accesso in rete ai propri servizi solo mediante gli strumenti di cui al comma 1, ovvero mediante servizi offerti dal medesimo sistema SPID". L'accesso con carta d'identità elettronica e carta nazionale dei servizi è comunque consentito indipendentemente dalle modalità di accesso predisposte dalle singole amministrazioni. (E quindi via DDU)

2-bis. Per favorire la diffusione di servizi in rete e agevolare l'accesso agli stessi da parte  di cittadini e  imprese, anche in mobilità, è istituito, a cura dell'Agenzia per l'Italia  digitale, il sistema  pubblico per la  gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID).

2-ter. Il  sistema SPID  è costituito come insieme aperto di soggetti pubblici e privati che, previo  accreditamento da parte dell'Agenzia per l'Italia digitale, secondo modalità definite con il decreto di cui  al comma 2-sexies,  gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli strumenti di accesso in rete nei riguardi di cittadini e imprese per conto delle pubbliche amministrazioni, in qualità di erogatori di servizi in rete, ovvero, direttamente, su richiesta degli interessati.

Al 2-sexies, troviamo  f) alle modalità di adesione da parte delle imprese  interessate in qualità di erogatori di servizi in rete.

Il Documento Digitale Unico  viene introdotto con il DL. n. 179/2012 con lo scopo di raccogliere in un’unica tessera la Carta d’Identità Elettronica (CIE), la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), la Tessera Sanitaria (TS) e il Codice Fiscale, lo stesso prevede l'utilizzo di smartcard con un doppio microprocessore, a radiofrequenza e a contatti. La presenza del processore a radiofrequenza (contacless) caratterizza il DDU come strumento innovativo ed estremamente attuale, mentre la presenza del chip contact garantisce retro compatibilità verso le carte che il DDU andrà a sostituire. Il DDU avrà validità di 10 anni, e ci vorranno 10 anni prima che il dispiegamento a tutti la cittadinanza venga ultimato; lo stesso sarà sia un DOCUMENTO DI IDENTITA’ [1] che un DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO [2].

Cosa cambia

Avremo un sistema unico di gestione delle identità digitali SPID, che verrà realizzato da Agid, con la possibilità di sfruttare soggetti che già gestiscono l’identità digitale, gli indiziati sono le Regioni che già si sono attrezzate con sistemi di tale tipo, vedasi Emilia Romagna (Federa) oppure il servizio di Identity Provider della Regione Lombardia (IdPC). Questi sistemi attualmente sfruttano i certificati sui documenti di identificazione (o firma digitale), oppure sistemi di autenticazione più laschi come utente/password o OTP di qualche genere.
Avremo un documento unico di identificazione e di riconoscimento DDU.

L’intreccio tra DDU e SPID

L’identità digitale è caratterizzata dal livello di affidabilità dell’identità stessa, e che si definisce come il grado di attendibilità delle identità digitale, e varia in base alla modalità con cui l'utente è identificato presso il proprio gestore delle identità. Ad esempio il livello di affidabilità in Federa è articolato come segue :
  • Bassa:
    • Utenti non identificati.
      Sono gli utenti che si registrano online presso il gestore delle identità.
  • Media:
    • Utenti identificati in maniera debole/indiretta tramite SIM/USIM.
      Sono gli utenti che si registrano online presso il gestore delle identità, inserendo e confermando il proprio numero di telefono cellulare.
  • Alta:
    • Utenti identificati "de visu" da un operatore del gestore delle identità.
    • Utenti identificati tramite smartcard CIE/CNS.
    • Utenti identificati tramite invio di documentazione. (??)
Oppure a livello internazionale vengono considerati tre diverse fattori di autenticazione:
    "Una cosa che conosci", per esempio una password o il PIN.
    "Una cosa che hai", come un telefono cellulare, una carta di credito o un oggetto fisico come un token.
    "Una cosa che sei", come l'impronta digitale, il timbro vocale, la retina o l'iride, o altre caratteristiche di riconoscimento attraverso caratteristiche uniche del corpo umano (biometria).

Quando viene utilizzato più di un fattore di autenticazione si parla di strong authentication (autenticazione forte); l'uso di un solo fattore, ad esempio la sola password, viene considerato una autenticazione debole.
Come facilmente si deduce dai due distinti contesti, per avere una strong autentication/forte affidabilità il DDU diviene la soluzione naturale, in quanto è “qualcosa che ho” ed è equivalente a CIE/CNS.

Considerazioni per le Pubbliche Amministrazioni Locali

L’ipotesi di sviluppo di queste due tecnologie è che probabilmente verrà creato uno SPID che consentirà di autenticarsi in modo forte tramite il DDU (o a scemare con CNS/CIE), ed in modo light con altri sistemi auto-dichiarativi o basati su utente/password. (Autenticazioni deboli). Il DDU usato come smart-card+PIN avrà la stessa efficacia e usabilità della CRS/CNS/TS, dati ufficiali RL nel 2011 (http://dati.lombardia.it) 900k accessi con CRS, dati ufficiosi Reg.Toscana : “… sul territorio che posso osservare (3,5M cittadini) ogni settimana sono circa 2K soggetti utilizzano per la prima volta un servizio accessibile via CNS. Il 40% dei soggetti adulti ha utilizzato almeno una volta un servizio con CNS “ … In ogni caso, se confrontati all’autenticazioni forti delle banche i dati sono molto esigui. A riguardo vi sono tre linee di pensiero :
1)     I servizi per cui accedere con CRS/CNS sono esigui ed è per tale motivo che non vi è incentivazione all’uso di tali dispositivi.
2)     L’accoppiata lettore più smart card è una tecnologia obsoleta
3)     I privati ad oggi non usano i sistemi di autenticazioni della PA per autenticarsi ai loro servizi privati. (Ad esempio non posso autenticarmi alla mia banca con la CRS).

Evidentemente la verità è la ‘somma pesata’ delle tre motivazioni, per la 2) la presenza della tecnologia NFC nel DDU, se accompagnata da una UX buona  potrebbe aprire la  porta agli accessi mobile non possibili ora con CNS. Per la 3) invece è contemplata nel 2-sexies, comma  f) che vuole incentivare l’adozione del sistema pubblico di identificazione anche per i servizi privati. La 1) vede noi protagonisti con l’obiettivo di creare servizi alla cittadinanza che valgano la fatica di superare le barriere tecnologiche (che comunque seppur minime esistono) per ottenere il servizio stesso.

Considerazioni Europee

L’Agenda Digitale Europea prevede un sistema di identity federato (vedasi e-Identity (http://ec.europa.eu/digital-agenda/life-and-work/public-services)  e progetto Stork 2 (https://www.eid-stork2.eu/) ), pertanto lo SPID Italiano dovrà sicuramente attenervisi ed essere con esso interoperabile.



[1] Dal DPR n. 445 del 2000, art. 1 "Definizioni", comma 1 d): "DOCUMENTO D'IDENTITÀ la carta d'identità ed ogni altro documento munito di fotografia rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, dall'amministrazione competente dello Stato italiano o di altri Stati, con la finalità prevalente di dimostrare l'identità personale del suo titolare"

[2] DPR n. 445 del 2000, art. 1 "Definizioni", comma 1 c): "DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO ogni documento munito di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, da una pubblica amministrazione italiana o di altri Stati, che consente l'identificazione personale del titolare"

mercoledì 27 novembre 2013

Who Am I ? ... in JSON

{
    "name": "Formenti Nicolò",
    "title": "Responsabile Polo Tecnologico",

    "company" : "PA Digitale Spa",
    "phone": [
        { "work" : "+39.0371.59xxxxx" },
        { "mobile" : "+39.340.94xxxxx" }
    ],
    "location": "Pieve Fissiraga, Lodi",
    "linkedin": "linkedin.com/in/nicoloformenti",
 
    "twitter": "@perledidrago", 
    "blog": "nformenti.blogspot.it", 
    "email": [ "...","..." ]
}


martedì 26 novembre 2013

My first MOOC - M101J: MongoDB for Java Developers

 M101J: MongoDB for Java Developers 

This course will go over basic installation, JSON, schema design, querying, insertion of data, indexing and working with language drivers. In the course, I built a blogging platform, coding in Java with FreeMarker, Maven & Jetty, backed by MongoDB !

Course completed : Evaluation 100 %



mercoledì 2 ottobre 2013

Non c'è giustificazione al non pensare



Mmmmm.. Should I stay or should I go ?
By Craig Sunter from Manchester, UK
[CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons
Semplificando, il "processo decisionale", supponendo di avere bene individuato il problema/opportunità da risolvere, lo si può rappresentare in questo modo :
prima fase : si cerca la soluzione migliore immaginando di non avere vincoli (Vorrei Fare), in seconda fase : si valuta con i vincoli qual'è il meglio che si possa fare (Potrei Fare)  terza fase : si implementa (Faccio). [poi ci sono i consuntivi i piani di recupero etc... ma limitiamoci alle prime fasi]

E' evidente che quello che faccio, non è uguale a quello che potrei fare, e che è diverso da quello che vorrei fare, con la relazione (che in qualche modo può essere un po' deprimente) che si rappresenta come : Ciò che Faccio<=Potrei Fare<=Vorrei Fare

Quando si inverte il paradigma si ottiene che : si incomincia a fare (Faccio), per vedere un po' dove è possibile arrivare (Avrei Potuto) nella speranza di avvicinarsi il più possibile a quello che sarebbe meglio fare; ma che tutto sommato si tende a dimenticare (Ignoro). Non c'è dubbio che questo paradigma porti risultati inferiore al precedente; la giustificazione espressa, preferita, che porta a prendere tale strada è " non c'è tempo, bisogna agire subito, è un urgenza "; ma la motivazione reale è che si preferisce tenere la testa sotto terra come gli struzzi, per evitare di sopportare il fatto di non si riescire ad ottenere risultati ottimali e di mancare quegli obbiettivi come sappiamo essere giusto porseli, per cullarsi dicendo che " più di così non si poteva fare " ...

Chiaramente non posso che dissentire, perchè non c'è giustificazione al non pensare prima di agire!


sabato 28 settembre 2013

Le aziende e i tris di 2 ...

2 di fiori - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Poker-sm-24D-2c.png?uselang=it
Image from wikimedia

Sunk Cost Leader e la metafora della Scala 40


Così come in una partita di Scala 40 siamo limitati a giocare la nostra mano con il limite ben definito delle 13 carte, così un'azienda è limitata a giocare la propria partita con un numero finito e limitato di figure di comando. Questo causa nella dirigenza la forte attenzione nel scegliere bene le figure di comando, che daranno orientamento alla direzione all'azienda, così come il buon regnante sceglie con la massima cura i propri generali. E' facile individuare il generale perdente, il leader palesemente fallimentare, come lo è trovare le carte doppie inutili nella nostra mano di Scala, e con tali carte sappiamo che fare ... scartarle! E' ben più difficile invece accorgersi del danno che ci fa tenere in mano un tris di 2. Nella Scala 40 il tris di 2, sebbene abbia la parvenza di fare gioco, obbliga per vincere la mano (fare i 40), ad avere almeno altri 2 tris o un 'quatris', pertanto di fatto sebbene i tre 2 sembrino garantire un vantaggio immediato, in sostanza tolgono possibilità di fare gioco, giacchè vincolano la mano ad ottenere, quasi quanto si debba ottenere, senza il tris di 2 per fare 40, ma lascia libere al gioco solo 10 carte invece che 13. Purtroppo i tris di 2 capitano anche in azienda e sono quei leader, che sebbene sembra che portino valore, non creano un futuro efficace, di fatto non riescono ad essere risolutivi, con gli anni i risultati comunque non giungono e soffocano il gioco di eventuali altre carte di valore che l'azienda può avere in mano. A differenza delle carte scarse e palesi di cui è facile liberarsi, scartare un tris di 2 per fare gioco è difficile, in primis perchè a breve si perde il vantaggio certo che danno, per la speranza di qualcosa che non si è certo che arrivi (.. e con la crisi del periodo questa considerazione è scarsamente revesibile ), in secondo luogo, scatta il meccanismo dei sunk cost; ovvero la direzione ha già investito diverse 'pescate' con in mano questo tris di 2, che tende a voler andare avanti a provare ... e ci si dice : " un ultimo giro ancora ... " ed " un ultimo ancora ..."  ed " un ultimo ancora ", struggendosi nel dilemma (il sunk cost dilemma appunto!) di andare avanti o avere la forza di alzare la testa e provare un'altra strada. Inoltre, quando si è in questa situazione, si rischia di perdere i propri Re o Assi, che stanchi di venire soffocati prendono strade differenti e vanno ad infilarsi in mani di altri giocatori. In conclusione solo le aziende che riusciranno a valorizzare le proprie carte vincenti, senza soffocarle saranno le aziende che riusciranno a fare 'Ramino' in questa partita nella crisi!