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mercoledì 27 novembre 2013
martedì 26 novembre 2013
My first MOOC - M101J: MongoDB for Java Developers
M101J: MongoDB for Java Developers
This course will go over basic installation, JSON, schema design, querying, insertion of data, indexing and working with language drivers. In the course, I built a blogging platform, coding in Java with FreeMarker, Maven & Jetty, backed by MongoDB !
Course completed : Evaluation 100 %
This course will go over basic installation, JSON, schema design, querying, insertion of data, indexing and working with language drivers. In the course, I built a blogging platform, coding in Java with FreeMarker, Maven & Jetty, backed by MongoDB !
Course completed : Evaluation 100 %
sabato 23 novembre 2013
Quest’anno la letterina la scriviamo alla Befana … perché Babbo Natale è in ferie !
22 Novembre 2013 - Data da ricordare
mercoledì 2 ottobre 2013
Non c'è giustificazione al non pensare
Semplificando, il "processo decisionale", supponendo di avere bene individuato il problema/opportunità da risolvere, lo si può rappresentare in questo modo :
prima fase : si cerca la soluzione migliore immaginando di non avere vincoli (Vorrei Fare), in seconda fase : si valuta con i vincoli qual'è il meglio che si possa fare (Potrei Fare) terza fase : si implementa (Faccio). [poi ci sono i consuntivi i piani di recupero etc... ma limitiamoci alle prime fasi]
E' evidente che quello che faccio, non è uguale a quello che potrei fare, e che è diverso da quello che vorrei fare, con la relazione (che in qualche modo può essere un po' deprimente) che si rappresenta come : Ciò che Faccio<=Potrei Fare<=Vorrei Fare
Quando si inverte il paradigma si ottiene che : si incomincia a fare (Faccio), per vedere un po' dove è possibile arrivare (Avrei Potuto) nella speranza di avvicinarsi il più possibile a quello che sarebbe meglio fare; ma che tutto sommato si tende a dimenticare (Ignoro). Non c'è dubbio che questo paradigma porti risultati inferiore al precedente; la giustificazione espressa, preferita, che porta a prendere tale strada è " non c'è tempo, bisogna agire subito, è un urgenza "; ma la motivazione reale è che si preferisce tenere la testa sotto terra come gli struzzi, per evitare di sopportare il fatto di non si riescire ad ottenere risultati ottimali e di mancare quegli obbiettivi come sappiamo essere giusto porseli, per cullarsi dicendo che " più di così non si poteva fare " ...
Chiaramente non posso che dissentire, perchè non c'è giustificazione al non pensare prima di agire!
Mmmmm.. Should I stay or should I go ? By Craig Sunter from Manchester, UK [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons |
prima fase : si cerca la soluzione migliore immaginando di non avere vincoli (Vorrei Fare), in seconda fase : si valuta con i vincoli qual'è il meglio che si possa fare (Potrei Fare) terza fase : si implementa (Faccio). [poi ci sono i consuntivi i piani di recupero etc... ma limitiamoci alle prime fasi]
E' evidente che quello che faccio, non è uguale a quello che potrei fare, e che è diverso da quello che vorrei fare, con la relazione (che in qualche modo può essere un po' deprimente) che si rappresenta come : Ciò che Faccio<=Potrei Fare<=Vorrei Fare
Quando si inverte il paradigma si ottiene che : si incomincia a fare (Faccio), per vedere un po' dove è possibile arrivare (Avrei Potuto) nella speranza di avvicinarsi il più possibile a quello che sarebbe meglio fare; ma che tutto sommato si tende a dimenticare (Ignoro). Non c'è dubbio che questo paradigma porti risultati inferiore al precedente; la giustificazione espressa, preferita, che porta a prendere tale strada è " non c'è tempo, bisogna agire subito, è un urgenza "; ma la motivazione reale è che si preferisce tenere la testa sotto terra come gli struzzi, per evitare di sopportare il fatto di non si riescire ad ottenere risultati ottimali e di mancare quegli obbiettivi come sappiamo essere giusto porseli, per cullarsi dicendo che " più di così non si poteva fare " ...
Chiaramente non posso che dissentire, perchè non c'è giustificazione al non pensare prima di agire!
sabato 28 settembre 2013
Le aziende e i tris di 2 ...
| Image from wikimedia |
Sunk Cost Leader e la metafora della Scala 40
Così come in una partita di Scala 40 siamo limitati a giocare la nostra mano con il limite ben definito delle 13 carte, così un'azienda è limitata a giocare la propria partita con un numero finito e limitato di figure di comando. Questo causa nella dirigenza la forte attenzione nel scegliere bene le figure di comando, che daranno orientamento alla direzione all'azienda, così come il buon regnante sceglie con la massima cura i propri generali. E' facile individuare il generale perdente, il leader palesemente fallimentare, come lo è trovare le carte doppie inutili nella nostra mano di Scala, e con tali carte sappiamo che fare ... scartarle! E' ben più difficile invece accorgersi del danno che ci fa tenere in mano un tris di 2. Nella Scala 40 il tris di 2, sebbene abbia la parvenza di fare gioco, obbliga per vincere la mano (fare i 40), ad avere almeno altri 2 tris o un 'quatris', pertanto di fatto sebbene i tre 2 sembrino garantire un vantaggio immediato, in sostanza tolgono possibilità di fare gioco, giacchè vincolano la mano ad ottenere, quasi quanto si debba ottenere, senza il tris di 2 per fare 40, ma lascia libere al gioco solo 10 carte invece che 13. Purtroppo i tris di 2 capitano anche in azienda e sono quei leader, che sebbene sembra che portino valore, non creano un futuro efficace, di fatto non riescono ad essere risolutivi, con gli anni i risultati comunque non giungono e soffocano il gioco di eventuali altre carte di valore che l'azienda può avere in mano. A differenza delle carte scarse e palesi di cui è facile liberarsi, scartare un tris di 2 per fare gioco è difficile, in primis perchè a breve si perde il vantaggio certo che danno, per la speranza di qualcosa che non si è certo che arrivi (.. e con la crisi del periodo questa considerazione è scarsamente revesibile ), in secondo luogo, scatta il meccanismo dei sunk cost; ovvero la direzione ha già investito diverse 'pescate' con in mano questo tris di 2, che tende a voler andare avanti a provare ... e ci si dice : " un ultimo giro ancora ... " ed " un ultimo ancora ..." ed " un ultimo ancora ", struggendosi nel dilemma (il sunk cost dilemma appunto!) di andare avanti o avere la forza di alzare la testa e provare un'altra strada. Inoltre, quando si è in questa situazione, si rischia di perdere i propri Re o Assi, che stanchi di venire soffocati prendono strade differenti e vanno ad infilarsi in mani di altri giocatori. In conclusione solo le aziende che riusciranno a valorizzare le proprie carte vincenti, senza soffocarle saranno le aziende che riusciranno a fare 'Ramino' in questa partita nella crisi!
lunedì 19 agosto 2013
Il proprietario illuminato
Il proprietario illuminato
di Jin Kai Bo ( Xiangtan 1893 - Yiyang 1960 ) scritta nel 1934
Nell'undicesimo anno dell’imperatore Zhu Di della dinastia Ming[1], perì per malattia Han Sui, onesto e retto lavoratore, di cui, alla notizia, si pianse fino alla distanza di mille li[2]. Han Sui lavorava per il signor Liu, che al fine di onorare il suo lavoratore offrì alla vedova di accettare come bracciante il giovane figlio primogenito, di nome Cao, nei propri campi nella vicina valle di Yuandu. Liu propose al giovane una moneta d’argento alla settimana per il suo lavoro, che lo stesso promise di portare in dono alla madre, per aiutarla a crescere i fratelli più piccoli.
Il giovane Cao lavorava alacremente e con giudizio ed il signor Liu era soddisfatto. Dopo tre mesi si recò dal signor Liu, la madre del giovane, che, con ossequio e delicatezza, chiese se Cao percepisse il suo corrispettivo, perché ancora non si era presentato da lei a portarle l’aiuto sperato.
Benché Liu fosse certo di non avere debiti nei confronti di Cao, ipotizzò con la madre un qualche errore del suo tesoriere nel dispensare i compensi, e seduta stante, pagò alla madre del giovane l’intero corrispettivo dei tre mesi trascorsi, infine, da uomo savio, si scusò con la vedova di Han Sui per il probabile errore.
Liu però certo della sua posizione, decise di indagare sulla condotta del giovane Cao, per fare luce sull’accaduto; ben presto scoprì che il compenso del ragazzo, veniva dallo stesso sperperato nella casa da gioco del paese, sui tavoli di Dou Di Zhu[3]; il caso volle che il proprietario della casa da gioco fosse il signor Sun, un amico di vecchia data del signor Liu.
Il giorno seguente Liu fece chiamare Cao – Cao figlio mio, ho una proposta per te. So che sei molto bravo nel gioco del Dou Di Zhu, ed anche a me piace molto. – Cao abbassò il capo ed arrossì ma non rispose. – Giacché anche il signor Sun, che so bene che conosci, adora questo gioco, vorrei fare nei suoi confronti un veloce guadagno - proseguì Liu - Ecco la proposta: Recati da Sun dicendogli che io vorrei giocare a Dou Di Zhu, ma, non essendo molto bravo, vorrei che la partita si svolgesse presso la mia dimora al fine di non sfigurare. Offrigli un accordo per farmi perdere, così da potervi spartire la posta, e annunciagli che la stessa sarà di 40 argenti a testa. – concluse Liu – Chiaramente, saremo noi in accordo contro di lui, e vinceremo noi i suoi 40 argenti! – Gli occhi di Cao si illuminarono davanti alla possibilità di un veloce guadagno … – Quindi accetti il piano? – Incalzò Liu. Rispose Cao – Lo farei subito ma non ho i 40 argenti della posta – Liu disse allora – Non preoccuparti te li presterò io, e me li restituirai un argento a settimana, con il tuo compenso che ti tratterrò per un anno! – Cao rifletté e facendo un rapido conto ribatté – Ma in un anno gli argenti che pagherò saranno più di 50! – Liu riprese – Sì ma con i 40 che ci spartiremo del signor Sun, diventeranno 60 quelli che avrai! Quindi guarda che guadagno e pensa che lo otterrai subito! – Cao si fece trascinare dai numeri e dai guadagni ed accettò.
Alla data fissata, a casa del signor Liu, lo stesso e Sun, giacché in accordo, vinsero facilmente i 40 argenti del giovane Cao, che si ritrovò senza un argento e obbligato a lavorare per un anno senza compenso e senza poter tornare alla propria casa per la vergogna di quanto aveva fatto.
Il signor Liu ogni settimana per un anno mandò il proprio tesoriere dalla madre di Cao a consegnarle l’argento, compenso del lavoro del figlio. Al termine di tale anno, Liu invitò madre e figlio a cena presso la sua dimora, ed in tale occasione spiegò loro quanto aveva fatto e favorì la riconciliazione tra i due. Cao non giocò per il resto della sua vita a Dou Di Zhu, ed il signor Liu ancora oggi è ricordato per la sua magnanimità e saggezza.
[1] Zhu Di regnò dal 1402 al 1424 d.C.
[2] Li unità di misura pari a circa 500 metri
[3] Dou Di Zhu anche detto bridge cinese, si gioca in 3 persone con 54 carte
lunedì 12 agosto 2013
Basta Fax nella Pubblica Amministrazione
Un emendamento ad abundantiam al decreto del "Fare", "o forse 'ad absurdantiam' ??"
ANSA del 3 Agosto sul passaggio dell'emendamento al Senato sul decreto del "Fare" che sottolinea l'esclusione dell'uso del fax nella PA
Andando a vedere di che tratta l'emendamento troviamo :
Dopo l’articolo 16 è inserito il seguente:
dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1- bis. All’articolo 47, comma 2, lettera c) , del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dopo le parole: “di cui all’articolo 71” sono inserite le seguenti: “.È in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax”
Vediamo a questo punto all'art.16 del decreto del "Fare"
Art. 16 (Razionalizzazione dei CED Centri elaborazione dati-Modifiche al
decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179)
1. All'articolo 33-septies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.
179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.
221, dopo il comma 4 e' inserito il seguente:
"4-bis. Nell'ambito del piano triennale di cui al comma 4 sono
individuati i livelli minimi dei requisiti di sicurezza, di capacita'
elaborativa e di risparmio energetico dei CED, nonche' le modalita'
di consolidamento e razionalizzazione, ricorrendo ove necessario
all'utilizzo dei CED di imprese pubbliche e private nel rispetto
della legislazione vigente in materia di contratti pubblici.".
( Razionalizzazione dei CED ... ?!? )
e con un giro di valzer eccoci all'art.47 del CAD (Codice dell'amministrazione digitale - Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82) ivi riportato integralmente :
Articolo 47.
Trasmissione dei documenti attraverso la posta elettronica tra le pubbliche amministrazioni.
1. Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l'utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza .
1-bis. L'inosservanza della disposizione di cui al comma 1, ferma restando l'eventuale responsabilità per danno erariale, comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare.(243)
2. Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se:
a) sono sottoscritte con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata;
b) ovvero sono dotate di segnatura di protocollo di cui all'articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
c) ovvero è comunque possibile accertarne altrimenti la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle regole tecniche di cui all' articolo 71;
d) ovvero trasmesse attraverso sistemi di posta elettronica certificata di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n.68.
Come si può ben vedere l'articolo del CAD (del 2005!) asserisce che le comunicazioni tra PA avvengano via posta elettronica o cooperazione applicativa, quindi di fatto sottolineare che in ogni caso è escluso l'uso del fax al comma 2) ritengo non aggiunga nulla. La stima dei costi che troviamo nell' articolo del Messaggero che individua in 6 Miliardi di € il risparmio, introdotto dall'addio al mezzo di trasmissione fax, ( e ripresa anche in un 'bel' servizio agostano sulla notizia del Tg1) fa intuire quanto potrebbe essere stato il danno erariale citato nel comma 1-bis in questi anni.
Speriamo che questo emendamento (per 'absurdum' che sia) abbia lo scopo di accellerare il faticoso processo di dematerializzazione che la nostra PA sta attraversando e che io credo (emendamenti 'agostani' o meno) con gli strumenti giusti oggi potrebbe veramente riuscire a fare.
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